7 falsi miti che in realtà sono veri

7 falsi miti che in realtà sono veri

La continua ricerca del vero ha spinto molti studiosi a mettere in dubbio alcune delle storie più incredibili che ci sono state tramandate. In alcuni casi, tuttavia, pare che la realtà abbia superato di gran lunga lo scetticismo.

1) Gli spartani uccidevano neonati deformi
La prima notizia di questa pratica ci perviene da Plutarco, storicamente noto per essere antispartano d.o.c.
Infatti gli archeologi dissentono sulle sue dichiarazioni, anche perché non sono stati trovati reperti che ne diano testimonianza. Vero è che anche i democraticissimi ateniesi avevano un regolamento per la gestione delle nascite, tanto che è riconducibile proprio agli accademici di Atene la stesura del testo “Come riconoscere un neonato che vale la pena allevare”.
D’altro canto, non si capisce perché Plutarco avrebbe dovuto mentire.

2) Pocahontas ha salvato la vita di John Smith
Secondo alcuni, la storia che Pocahontas avesse rischiato la propria vita per salvare quella di John Smith sarebbe stata inventata dallo stesso Smith per collegare il suo nome a quello dell’eroina.
Tuttavia, ci sono due punti che fanno credere alla veridicità dei fatti: primo, che nessuno ha sentito l’esigenza di mettere in dubbio i racconti di Smith per almeno 250 anni; e secondo, che l’inglese godeva già di molta fama in vita, quindi non aveva bisogno di pretesti inventati per aumentarla.

3) Le ultime parole di Cesare sono state “Tu quoque, Brute, fili mi!”
Secondo alcuni le ultime parole del più grande stratega militare di Roma non sarebbero state queste.
Si tratterebbe di un verso ideato per ragioni metriche da Shakespeare, che avrebbe poi dato addito al falso mito.
Tuttavia, si contano numerosi scritti dell’epoca, fra i quali uno di Stevonio, che raccontano di come le sue ultime parole siano state qualcosa di molto simile ad “anche tu, figlio!”.
Non molto distanti, in definitiva, da quelle rese celebri da Shakespeare.


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